“Quando nasce, l’uomo è flessuoso e morbido; quando muore, è duro e rigido. Tutte le creature, l’erba e gli alberi, da vive sono plastiche e anche cedevoli; ma da morte sono irrigidite e secche. La fissa rigidità è il marchio della morte; l’arrendevole morbidezza è la compagna della vita. L’arma troppo dura si spezza, non ottiene vittorie. L’albero troppo forte è pronto per l’ascia. Il forte e il potente cadono sul loro trono. Il morbido e l’arrendevole ascendono.”

(dal “Tao Te Ching” di Lao Tse)

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Se riuscite a coltivare stati mentali salutari prima di andare a dormire

e permettete loro di perdurare durante il sonno senza distrarvi,

allora anche il sonno diverrà salutare.

Dalai Lama, “Dormire, sognare e morire”

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Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni.

Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale.

Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend

o le ore piccole per divertirsi,

ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia.

Il Dalai Lama in un’intervista a Repubblica, 9 dicembre 2001

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Il mantra ” Om Shanti”, un suono per pacificare l’anima

I saggi che scrissero i Veda  (i più antichi libri sapienziali), dopo aver esaminato la respirazione e il linguaggio, scoprirono che ogni suono, ogni vibrazione  ha un suo specifico effetto sensoriale che, oltre all’udito, coinvolge tutto il corpo.

Il sanscrito è una di quelle lingue come l’aramaico dove le parole sono formate da vibrazioni specifiche; dove il suono e la forma sono la stessa cosa, il suono e la sensazione sono la stessa cosa, il ripetere un suono permette il manifestarsi di quella forma.

Ad esempio  la vibrazione della parola pace è il suono Sh. Pace in sanscrito si dice  infatti Shanti (si pronuncia scianti). Pronunciando queste due parole, pace e shanti, avremo lo stesso effetto culturale ma un diverso effetto sensoriale e vibratorio.

Viene spontaneo per dire a qualcuno di tacere , o per calmare qualcuno che soffre o un bambino piccolo che piange, pronunciare a lungo il suono  sccc  come in sci, proprio per portare calma, pace. Questo è un esempio conosciuto e sperimentato da tutti di come l’effetto vibratorio di una  ripetizione per diversi minuti, con o senza accompagnamento musicale, del suono Scc (shanti)  produca un effetto rilassante sui sensi e il sistema nervoso di chiunque anche di chi non conosce il significato della parola.

Anche in natura l’onda emette lo stesso suono e questa ha la capacità di mettere pace  all’interno di noi stessi, perché  questo suono vibra come il pensiero di pace.

In ebraico antico pace si dice Shalom, in sanscrito Shanti, in aramaico Heshusha, e hanno la stessa radice di: Yeshua, Shiva, Krishna, Krishtos, Sciamano, tutto ciò che porta quiete nella mente ha questo suono.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri , senza parole, diventando  contagiosa . Non abbiamo dunque timore ad usare questo suono, a  mettere in questo suono tutto il nostro amore, la nostra compassione, il nostro desiderio di provare o di sollecitare quiete, il nostro potere di volontà di comunicare pace.

Nel ripetere questo mantra Om Shanti possiamno seguire questa sequenza, (il trattino indica la pausa): Om-Shanti Om- Shanti Shanti Shanti Om- e poi continuate Om-Shanti Om-Shanti Shanti Shanti Om…. Ripetendolo per  qualche  minut0 di seguito.

Om Shanti

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Spiritualità fai-da-te o antico lignaggio?

Il rischio dei nuovi ricercatori è oggi enorme. Si crede spesso che la spiritualità possa essere facile e senza impegno, preconfezionata e pronta all’uso, ecco allora che nascono come funghi, nuove tecniche, metodi o scuole, messe insieme appositamente per chi ha poco tempo, e che spesso creano l’illusione che sia possibile acquistare la propria crescita personale o spirituale così come oggi si può acquistare gran parte di ciò che si desidera.

Spesso si tratta di pratiche, o discipline, che con nuovi nomi, non fanno altro che riproporre  antiche e già sperimentate conoscenze, naturalmente rivisitate, camuffate o adattate all’uomo del nuovo millennio, solo per riuscire a vendere un prodotto, che oggi più che mai sembra alla moda.
Troppo spesso queste tecniche vengono messe a punto senza avere conoscenza approfondita della materia, o ancora peggio svuotate dei veri e grandi insegnamenti che contenevano così da divenire superficiali.
Riuscire a districarsi fra i vari sentieri religiosi e le varie scuole, in quella che è la giungla della nuova spiritualità, non è certo cosa semplice.

All’inizio è opportuno mettere a confronto molti sentieri e molti insegnanti, ma al momento giusto, quando cioè si trova il “vero insegnamento”, – e questo arriva sempre se lo si ricerca con discernimento, giusti intenti e chiarezza d’animo- , in quel momento la ricerca inquieta deve cessare.
In Oriente si dice che: “Si possono avere molti insegnanti all’inizio, ma solo un Guru e nessun altro insegnante in seguito; l’assetato non deve continuare a cercare pozzi, ma andare al pozzo migliore e bere ogni giorno il suo nettare“.

Troppo spesso ci si dimentica ciò che il grande Patanjali diceva:
La via spirituale non è mai stata facile: bisogna perseguirla per lungo tempo, senza interruzione e con amore“.
Nessuno è  in grado di darci o venderci “l’illuminazione”, anche se oggi  si sente di molti che ritengono di poterlo fare; quella è una faccenda che non può essere nè venduta nè ceduta.
La Realizzazione Spirituale la si può raggiungere solo tramite il proprio impegno personale ininterrotto di tutta una vita. Non dobbiamo pensare per questo che si tratti di una cosa complicata da raggiungere, ma poichè le stratificazioni mentali che abbiamo accumulato non ci permettono di comprenderne la semplicità, necessitiamo di un intenso e impegnativo lavoro di destrutturazione e l’aiuto di insegnanti spirituali validi che ci mostrino la via, molti dei quali non richiedono neppure moltissimo denaro per farlo!

Per questo occorre affidarsi a tradizioni vere, vive e ininterrotte, dove l’efficacia dei metodi insegnati sia dimostrabile dal livello di realizzazione raggiunto dalle generazioni precedenti di praticanti.
Queste tradizioni, si chiamano “lignaggio”, e sono quelle che trasmettono da migliaia di anni ininterrottamente, gli insegnamenti direttamente da maestro a discepolo, e che giungono ancora pure, intatte, e cariche della forza e delle benedizioni di tutti i maestri del passato fino ai giorni nostri.

In alternativa, si può sempre decidere di “fare da sé”, oppure scegliere di seguire “nuovi maestri” , oppure ancora si può tentare di mescolare diversi insegnamenti seguendo varie intuizioni personali.
E’ pure possibile che l’“esperienza di risveglio” sorga spontanea come evento a sè stante, ma va tenuto presente che  in questo caso la trasmissione ad altri difficilmente  sarà  possibile, in quanto si tratta di una esperienza puramente a carattere personale.
Il vantaggio di seguire una “Via con un lignaggio autentico” è invece quello di avere dei risultati prevedibili e riproducibili, la cui esperienza nonchè l’insegnamento può essere così di sicuro beneficio anche per altri.

E’ bene comunque rimanere sempre con una giusta apertura al riguardo, in quanto tutto può realmente sempre accadere, e metodi diversi sono adatti a persone diverse; l’importante è poter attuare delle scelte con il massimo discernimento possibile, perchè se consideriamo la durata media della vita umana… potremmo incappare in grosse illusioni o perdite di tempo!

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