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Il libro tibetano del vivere e del morire

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Il libro tibetano del vivere e del morire non si occupa solo della morte, ma offre anche molti spunti e consigli preziosi riguardo alla vita, per imparare a vivere meglio e poter morire serenamente senza rimpianti. Nonostante tutte le sue conquiste tecnologiche, la moderna cultura occidentale non ha una conoscenza reale della morte, di ciò che accade al momento della morte e dopo. Agli occidentali viene insegnato a negare la morte, a fuggirla (come se questo fosse possibile!) oppure a pensare che sia un fatto naturale e che quindi si risolverà nel migliore dei modi. Ogni tradizione spirituale dice chiaramente che la morte non è la fine, eppure in molti credono che la vita sia tutto quello che c’è, e privi di una autentica fede in un’altra vita, vivono così una esistenza svuotata di senso.

Non ci viene insegnato quasi nulla su come aiutare chi muore, come accudire chi è già morto , se vogliamo morire bene dobbiamo anche imparare a vivere bene, e oltre a prepararci alla nostra morte è anche necessario aiutare gli altri a morire bene. Come diceva un grande maestro buddhista Padmasambhava: “Coloro che credono di avere a disposizione un tempo interminabile, incominciano a prepararsi solo al momento della morte, ma non è ormai troppo tardi?”, quasi tutti muoiono impreparati così come hanno vissuto impreparati a vivere.

Sogyal Rinpoche, uno dei maggiori maestri Dzogchen viventi, ci introduce alla visione tibetana della morte, non separata dalla vita, ma parte fondamentale dell’esistenza stessa, e al modo di utilizzare queste due esperienze per ottenere grandi realizzazioni spirituali. Nella cultura tibetana la gente non trova che la morte sia un fenomeno particolarmente angoscioso e penoso. Questo libro non è solo una esposizione teorica della morte e del morire , ma offre numerosi spunti pratici per comprendere la morte e per preparare noi stessi e gli altri in modo sereno e proficuo.

Un testo fondamentale da leggere più volte e sul quale meditare.

Nato nel Kham, regione orientale del Tibet, Sogyal Rinpoche venne riconosciuto da Jamyang Khyentse Chökyi Lodrö quale incarnazione di Lerab Lingpa Tertön Sogyal, uno dei maestri del XIII Dalai Lama. Jamyang Khyentse, tra i più straordinari maestri spirituali del ventesimo secolo, allevò Rinpoche come un figlio e ne guidò anche l’educazione e l’istruzione. Nel 1971 Rinpoche arrivò in Inghilterra dove studiò Religioni Comparate all’Università di Cambridge, seguendo una formazione all’occidentale. Intanto Rinpoche continuava i suoi studi con molti altri grandi maestri di tutte le scuole del buddhismo tibetano, Sogyal Rinpoche è uno dei più conosciuti maestri del nostro tempo, autore de “Il Libro Tibetano del Vivere e del Morire”.  Rinpoche è anche fondatore e direttore spirituale di Rigpa, una rete internazionale di 106 centri e gruppi buddhisti in 23 paesi.  Rinpoche ha insegnato per trent’anni e continua a viaggiare attraverso Europa, America, Australia e Asia.

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